Perdere centimetri e perdere peso

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Seguendo un programma dimagrante funzionale, si può verificare un’immediata riduzione della taglia e della circonferenza toracica, addominale, del braccio e dei fianchi, senza che ciò corrisponda ad una variazione sulla bilancia. Questo dipende dal fatto che il grasso è molto leggero, il suo peso è minimo, mentre è soprattutto voluminoso.

Si assiste, quindi, ad una riduzione della massa grassa senza evidenti modifiche del peso corporeo.

La persona che aumenta di peso o l’obeso abitualmente mangiano quello di cui hanno appetenza, quello di cui sono più golosi piuttosto che quello di cui l’organismo ha bisogno.

L’inadeguatezza e la ripetitività dell’apporto dei nutrienti, specie se il metabolismo è rallentato, fanno sì che l’organismo accumuli quel che non riesce ad utilizzare trasformandolo in grassi.

D’altra parte, pur essendo in sovrappeso, quello stesso organismo avrà numerose carenze: oligoelementi, sali minerali, con fragilità dell’apparato scheletrico, enzimi, vitamine, cellule, che insieme possiedono un loro peso specifico.

Fornendo all’organismo tutto quello che gli serve, utilizzerà funzionalmente i nutrienti che riceve senza necessità di stoccarli come riserve adipose. Aumenta, invece, la densità ossea, il numero dei globuli rossi, il volume ematico e le cellule si arricchiscono di sostanze indispensabili.

In caso di dieta dimagrante in paziente con osteoporosi, fornendo le sostanze necessarie per contrastare la perdita di massa ossea, aumenta la densità minerale e il peso specifico dello scheletro, un apparato molto rappresentato nel corpo.

Somministrando alimenti ricchi in ferro in soggetti con carenza marziale, l’emoglobina, la molecola che contiene ferro, aumenta, accade lo stesso per lo zinco, il rame, il fosforo, il calcio, il potassio, elettroliti e minerali che si distribuiscono nei tessuti e nei liquidi corporei e, somministrati in modo fisiologico, ristrutturano l’organismo.

Nei primi mesi di una dieta dimagrante standard, invece, pur essendo fisiologica la perdita di una quota di massa magra, l’esame bioimpedenzometrico (1) del paziente dimostra che i chili persi sono principalmente di massa magra.

La dieta funzionale, al contrario, conserva e tutela in modo eccellente la massa muscolare, perché la struttura corporea, compresa quella ossea, diventa più tonica, più nutrita; anche dopo un dimagramento importante con la riduzione dei centimetri la muscolatura del paziente appare più scolpita, definita e si conserva tonica.

Un’Alimentazione Funzionale, infatti, prevede una quota lipidica, proteica e i glucidi necessari per proteggere l’organismo dal catabolismo proteico.

 

Bibliografia

(1) Esame che, applicando degli elettrodi, utilizza correnti a bassa frequenza per misurare la quantità di massa magra e massa grassa in base alle resistenze corporee.

 

 
 

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